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giovedì 18 settembre 2008

Toccata e fuga

Ora d'aria, M.Travaglio
l'Unità, 17 settembre 2008

Annunciato con squilli di trombette e rulli di tamburi, la prima della quattordicesima edizione di “Porta a Porta” con Al Tappone trionfante è stato vista da una media di un milione 355 mila telespettatori, appena il 16,62% di quelli davanti al video. Quattro gatti. Strano: a sentire i sondaggi del Cainano, il 70% degli italiani stravedono per lui. Ora, essendo gli italiani 56 milioni, i suoi fans dovrebbero essere grosso modo 35 milioni. Tutti, fra l’altro, in spasmodica crisi di astinenza, se è vero quel che ha detto lui, e cioè che da mesi e mesi rifugge le telecamere. Eppure meno di uno su 30 ha voluto assistere al suo esordio chez Vespa. Gli altri han preferito evitare. Lo adorano, ma preferiscono non vederlo. Lontan dagli occhi, vicino al cuore. Colpa sua o colpa dell’insetto? Diciamo di entrambi.

Nonostante la presenza della campionessa di fioretto Valentina Vezzali e della nuova Miss Italia fresca fresca di flop televisivo, nel tentativo disperato di ravvivare il consueto, torrenziale soliloquio del Cainano intervallato di tanto in tanto dagli spot e dalle rarissime domande di De Bortoli e Orfeo, la trasmissione era di una noia mortale. Al Tappone ha fatto di tutto, nel suo piccolo, per ravvivare il mortorio. Un’occhiata furtiva al lato B della Miss. Un siparietto con la Vezzali, versione moderna dell’atleta di regime, una sorta di Primo Carnera in gonnella, anzi in tuta bianca, l’olimpionica gli ha donato il suo fioretto, l’ha ringraziato perché “l’Italia ha tanti problemi, ma con Lei quei problemi possono essere risolti” e gli ha confidato, lei “mamma di famiglia”, il suo desiderio di “farmi toccare da Lei, ma veramente, Presidente” (lui però, per il momento, ha preferito evitare). Un annuncio patriottico a proposito dell’acquisto della nuova villa sul lago Maggiore che “apparteneva al patriota Cesare Correnti e rischiava di finire in mani straniere, dunque mi sono sentito in dovere…” (un po’ come l’Alitalia: si attende apposita cordata, in nome dell’italianità delle ville). Il resto è una rassegna di miracoli, da Napoli all’Alitalia, dall’Ici agli straordinari, dall’accordo con quel sincero democratico di Gheddafi.

Ogni tanto Al Tappone chiama freudianamente Vespa “dottor Fede”. L’insetto mellifluamente protesta (“se continua a chiamarmi Fede, la fiducia in questo studio crolla”), ma il premier spiega che “non sono rincretinito, altrimenti Confalonieri mi avrebbe avvertito, a meno che non sia rincretinito anche lui… Il lapsus dipende dalla mia eccessiva velocità di ragionamento”. Ecco: quando vede un servo, pensa subito a Fede. Qui però a protestare dovrebbe essere non Bruno, ma Emilio. Forse persino lui avrebbe esitato qualche istante prima di mandare in onda il servizio sulle ferie della Sacra Famiglia di Arcore amorevolmente riunita in Sardegna, a dispetto delle tante “voci cattive”, intorno a “nonno Silvio”, anzi a “nonno Superman” come l’ha ribattezzato l’inviato vespiano da riporto. “Come lo vede come nonno?”, ha domandato Vespa, ficcante, alla Miss. Lei ha pigolato che magari: averne di nonni così, “è una fortuna averlo come nonno”.

A quel punto, non potendone più nemmeno lui, il Cainano imbarazzato ha preso le distanze da quel lungo scampolo di piaggeria: “Eh eh, dottor Vespa, lei lo sa che cosa scriverà l’Unità domani di questo suo servizio? Le daranno addosso…”. Previsione azzeccata. Intanto l’insetto affonda un altro colpo accendendo sul megaschermo un sole sfavillante: sono “le previsioni del tempo per il governo”, meravigliose. E domanda al Cainano “Lei che voto si dà?” (è tornato il voto in condotta, ma qui se lo dà direttamente l’interessato). Lui, ormai alle corde, replica: “Un buon voto. Con lode. So di avere conquistato molti crediti per l’Aldilà”. Ma forse voleva dire “con Lodo”. Si può fare di meglio, però: infatti è allo studio una guerra senza quartiere contro i graffitari da strada, categoria pericolosa quant’altre mai. I razzisti che uccidono neri al grido di “muori, negro di merda”, invece, non preoccupano: “Il razzismo non c’entra”. E i fascistelli di ritorno che elogiano Italo Balbo, il mandante del delitto don Minzoni, non preoccupano: anche perché, a riabilitare Italo Balbo, è stato lui, sempre in nome dell’italianità. Non sia mai che i gerarchi e i quadrumviri finiscano in mani straniere. Dopo quasi due ore di sbadigli, a notte fonda,la musichetta di Via col vento pone fine allo strazio. “Più che Porta a Porta, questa ormai è Bocca a Bocca”, ha detto Antonello Piroso qualche giorno fa. Una volta tanto, ne ha detta una giusta. Infatti si è subito scusato.

leggi anche:
"Quando la politica diventa un format" - di Edmondo Berselli
"Uccidere per razzismo, il crimine più grave" - da Micromega
"Caro Presidente Napolitano..." - da Micromega

lunedì 3 marzo 2008

Blog e Social Networking

Qualche sera fa a Porta a Porta, noto programma di (dis)informazione e approfondimento, veniva affrontato il tema dei blog nell'ambito del delitto di Perugia (ma va'!?). Ora a parte il mio giudizio sulla qualità del programma e dei suoi contenuti che ritengo pessima e sulla dubbia (forse è dire poco) professionalità del conduttore, il discorso è stato trattato in maniera incredibile (premetto che non ho visto il programma in tv ma da un estratto su Youtube ,il link è in fondo al post, poichè non ho certo tempo e voglia di guardare Vespa). A tenere la "lezione" è stata tale prof. Graziottin, sessuologa dell' Uni.di Milano, che affermava delle tesi aberranti tipo:
- i ragazzi vanno in rete per essere visibili (io credevo ci andassero per informarsi e comunicare, almeno la gente seria, mentre mi chiedo la professoressa Graziottin in tv cosa sia andata a fare, oltre alle tonnellate di ragazzi che si riversano in programmi di basso profilo vedi i vari reality e i contenitori targati De Filippi)
- i blog sono siti dove prolifera una sorta di "prostituzione virtuale" poichè in internet è possibile farsi vedere da tantissime persone e questo porterebbe a risvegliare istinti sessuali degeneri (incredibile: invece di portare la testimonianza dell'impegno delle persone per una condvisione dell'informazione semplicemente si demonizza in maniera generalista la rete prendendo a spunto una tragedia familiare...mah)
Poi lo psico-tuttologo della tv Meluzzi spara una citazione dotta e afferma sicuro che i ragazzi fanno i blog perchè non sono riusciti ad entrare in un reality!!! (E qui siamo al paradosso! Ma cosa c'entra? Uno scrive per farsi conoscere realmente non per essere spiattellato su uno schermo tirando fuori i peggiori lati del carattere umano oltre alla più grande maleducazione, solo e soltanto per apparire! per 5 minuti di celebrità e mesi o anni di insulti! ma va là....).
Questo veniva detto senza nessuno che ribattesse fatti alla mano e sotto lo sguardo beffardo di Vespa (non me la sento di chiamarlo conduttore...un ce la fo'!).
Io credo invece che il vero problema sia questa tv spazzatura (non solo Porta a Porta ovviamente, ma è il programma simbolo di una televisione abominevole) dove l'apparire è tutto, dove l'importante è avere l'ultima parola a tutti i costi come i bambini di 5 anni, anche solo per dire una cazzata o semplicemente sbraitare l'ultimo insulto per vedere chi ha la voce più alta e la faccia più tosta.
Dove tutto è lecito in nome di una libertà vociata che tutto permette, annichilendo del tutto il fondamentale concetto di responsabilità personale. Che schifo.
Aggiungo di seguito il link ad una lettera aperta scritta a più mani che fa un po' di chiarezza sulla questione, quella che mancava a Porta a Porta.

Oggetto: Lettera aperta su Blog, Internet e mass media


Link al video di you tube: http://it.youtube.com/watch?v=pgdlEg9I4mo
 
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