giovedì 2 ottobre 2008
Intervista a Moni Ovadia 1
Dal sito di Piero Ricca
giovedì 6 marzo 2008
Bisogna avere Fede
Prologo
Data la lunghezza del post mi scuserete se la prosa non sarà sempre scorrevole o la presenza di eventuali errori di battitura.
Chi sta ai piani alti, chi “conta” in Italia, lo sa: se qualcosa non appare in televisione, vuol dire che non esiste. Se qualcuno appare in televisione invece, è “Arrivato”. Dove? Nel più grande pulpito che esista, da dove è possibile esercitare un’influenza quasi assoluta. E non parlo solo di politici, ma di chiunque rimane avviluppato nell’etereo abbraccio del tubo catodico.
Parlo anche di ragazzi qualunque, di quelli che ritengono che la carriera deve subire una impennata da subito e si lanciano in pasto al pubblico giudizio e ludibrio in programmi che vogliono somigliare a “scuole” o palestre di vita, e che al 99% si ritrovano con un quarto d’ora di celebrità fasulla e punto e a capo. Non sono diventati artisti, ma solo merce televisiva. La signora De Filippi è una maestra nel mettere in piedi questi maledetti carrozzoni che fanno tonnellate di ascolti (fonti Auditel, azienda a partecipazione mista con l’influenza maggioritaria del Cavaliere) grazie all’amore dei tele-dipendenti per gli urli, la volgarità, la maleducazione e l’offesa giustificati in nome di una onestà personale che fa’ somigliare i dibattiti ad una lotta tra animali irrazionali.
Parlo anche di quei ragazzi che sognano il mondo dorato delle feste mondane e del Billionaire, stracolmo di attricette/attorucoli/presentatori-di bassa-tacca/criminali (vedi i vari Fiorani, Lele Mora, Corona, solo per citarne qualcuno) ecc. Ben pensano che il mezzo televisivo li sparerà in quel piccolo angolo di paradiso. Prima ritenevo ingenuamente che non sapessero il prezzo da pagare per ottenere l’effimero successo, ma poi mi sono ricreduto: lo sanno benissimo, e non gliene frega nulla. Anzi! Ben venga di essere carne da macello nello sputtanamento dei reality se poi il premio sarà quello, perché come dice Machiavelli ‘Coloro che vincono, in qualunque modo vincano, non ne riportano vergogna.’ E loro si sentono vincenti. Tutto questo poi fa buon gioco al CavalierNano (il loro primo modello: l’uomo che ottiene tutto con qualunque mezzo) che ha la duplice possibilità di avere un cast a bassissimo costo che può spalmare in tutti i suoi programmi e garantisce audience (questo magico termine dalle connotazioni divine: esso è Tutto) e inoltre può drogare i milioni di ragazzi che la tv la guardano, e ne apprendono i modelli per emulazione (vi siete mai chiesti se un bambino passa più tempo con amici e genitori o se lo passa alla tv? La risposta non è scontata).
Sono troppo allarmista? Sarà, ma la riprova che il meccanismo funziona ce lo dà
Ovviamente quando dico privata intendo solo e soltanto le reti del Biscione, che da tempo monopolizzano l’etere. E che sono in mano ad una sola persona, che detiene probabilmente il record del più grande conflitto di interessi al mondo (doverosi ringraziamenti alla sinistra al governo che non ha varato, tanto per cambiare, la legge contro questo Reato-in-potenza, come invece era da programma. Ma si sa e i politici lo hanno ribadito: le promesse elettorali sono solo uno specchietto per le allodole e i gonzi). Possedere tre tv gli ha permesso di diventare presidente del consiglio, e non suona nuovo neanche questo perchè pare che Mussolini fosse abilissimo nello sfruttare i mezzi di comunicazione per ottenere il consenso di cui necessitava, e che in Russia si sia verificata pochi giorni fa l’ascesa al potere del delfino di Putin proprio perché monopolizzava i media. Guarda che caso.
La domanda sorge spontanea: come si è potuto configurare un monopolio così esteso delle reti da parte di un solo uomo, uccidendo così di fatto ogni concorrenza? (A voler esser maligni si potrebbe ricordare che il CavalierNano ha piazzato dei suoi fedeli anche in Rai, come Saccà e
Se a questo si aggiunge il fatto che Rete 4 opera il maniera abusiva, abbiamo proprio una bella visione di insieme. Perché dovreste sapere che le frequenze che occupa sono di fatto in concessione al canale Europa 7, un’emittente televisiva italiana, con regolare concessione di trasmettere in modalità analogica terrestre, che le ha vinte nel 1999 con una regolare gara d’appalto pubblica. Avete per caso mai visto questa rete schiacciando il tasto 4 del telecomando? No ovviamente, perché da allora Rete 4 è sempre al suo posto, dove invece non dovrebbe stare. Questo perché a partire dalla legge Mammì varata dall’amico di sempre Bettino, passando dalla legge Meccanico (cantrosinistra) ai decreti-salva-Rete4 per approdare alla famigerata Gasparri, hanno procrastinato i termini per l’uscita di scena del Fede-channel. L’editore di Europa 7, Francesco Di Stefano, davanti al torto evidente si è visto costretto a fare ricorso al TAR fino ad arrivare a chiedere il giudizio della Corte Costituzionale Europea, che ha dichiarato contrarie al diritto comunitario le leggi sopracitate.
Per chiarire bene l’argomento allego nel post un articolo di Marco Travaglio (uno dei pochi giornalisti che racconta i fatti nella loro completezza) pubblicato su l’Unità:
“La giustizia a orologeria valica ormai i confini nazionali e dilaga, come un’inarrestabile cancrena, fino al Lussemburgo. Lì
L’articolo si commenta da solo. Il quadro della situazione è completo e allarmante, ma al solito, di queste notizie in tv non se ne ha traccia. Il bello, o il brutto che dir si voglia, sarà vedere la fine di questa vicenda. Sempre che una fine ci sia,poiché il CavalierNano poco tempo fa’ proclamò (come argomento di campagna elettorale) di aver trovato un metodo per campare fino a 120 anni. Ci seppellirà tutti, vecchia quercia.
P.S. Ho intenzione a breve di trattare quindi anche l’argomento relativo alla mancanza di una vera informazione in Italia, visto anche l’imminente V-Day 2 di Grillo incentrato proprio su questo tema
